Feeds:
Articoli
Commenti

T.G.I.F.

Katy Perry ha ragione: THANK GOD IS FRIDAY!!! Non pensavo che lo avrei mai detto, ma questa settimana non posso fare altrimenti. Mi ci vuole una vacanza, sì, sì è certo….un viaggio alle Bahamas o anche solo due notti di sonno ininterrotto senza bambini urlanti e cani ululanti.

Ovviamente, visto che sono poco stressata, la scuola ha deciso di cancellarmi il corso serale due giorni prima dell’inizio, il che mi ha causato non pochi problemi e attacchi di nervi. Soprattutto quando chiedi aiuto ai tuoi host parents che sembrano essere più imbranati di te. “Ho visto la tua mail. Il corso sembra interessante. Fallo, fallo.” Grazie host mum, lo so pure io che il corso è interessante! Mi serve sapere come ci si immatricola e dove si terrà il corso! Useless. Terru tuttofare si è dovuta rimboccare le maniche per l’ennesima volta e risolvere ogni cosa da SOLA.

Lo stesso vale per i mille problemi avuti con l’assicurazione medica (750 euro pagati pre-partenza). Dopo vari tentativi finalmente riesco a trovare un medico disposto a visitarmi: 40 minuti lontano da casa mia. Per fortuna non sono in fin di vita! Prendo il primo appuntamento, ma l’uragano, ovviamente, si è messo di mezzo e ho dovuto rimandare.  Martedì mattina: pioggia da diluvio universale e strade mezze chiuse per allagamenti. Bene, sempre fortunata io eh?! Arrivo dal medico con 10 minuti di ritardo (che poi per me sono standard) e vengo visitata dal tirocinante che si limita ad annuire a ogni commento del Dottor Carniciu. “Hai una opinione personale o fai semplicemente il lecchino?” Va beh, fatto sta che dopo venti minuti di visita, il medico decide di prelevarmi il sangue e mandarmi a fare una ecografia all’addome. OK, nessun problema, tanto ho pagato l’assicurazione FULL COVERAGE! Eh no, qui ci sbagliamo noi stolti europei parassiti della sanità pubblica: pagare la copertura completa non significa che l’assicurazione copra veramente ogni tua spesa medica. Innanzitutto, prima di uscire dallo studio medico ho scoperto che mi verrà recapitato un BILL per la CO-PAY….esatto, io mi sono fatta la stessa domanda guidando verso casa: che cosa è una co-pay? A quanto pare anche avendo una assicurazione emdica si è tenuti a pagare una piccola cifra a ogni visita medica. “Non è così cara, non ti preoccupare. Intorno ai 50/100 dollari” disse la mia host mum…..WHAT?? Are you kidding me? Dopo aver sborsato tutti quei soldi, devo pagare ancora? In secondo luogo non è sicuro che paghino per ventuali esami aggiuntivi come nel mio caso.

°*çSDOFHOBW(“($&=$?!$! IMPRECAZIONI IN TUTTE LE LINGUE DEL MONDO

Dopo una mail di minacce all’assicurazione medica, ho ricevuto una risposta vaga della mia personal assistant: se viene in America per fare esami di routine noi non paghiamo. Dopo altre 20 mail e duemila domande sono riuscita a farle capire che non aspetto certo di venire negli Stati Uniti per farmi curare gratis da loro….che poi gratis è tutto un dire visti i soldi usciti dal mio conto corrente. Naturalmente, nessuno ha saputo spiegarmi perchè sono tenuta a pagare un piccola percentuale per ogni visita. Sembra che questa sia uno domanda imbarazzante a cui nessuno vuole rispondere. Certo, perchè in America la salute delle persone è un BUSINESS. Fanno soldi speculando sulle malattie altrui. GRAN BEL PAESE, COMPLIMENTI. Ovviamente, aspetterò di tornare a casa per farmi curare dalla mala sanità Italiana. Almeno usufruirò dei servizi per cui paghiamo carissime tasse ogni mese.

Purtroppo, più il tempo passa, più mi rendo conto che il dollaro è l’unico Dio  degli Americani. Già sapete che non sanno godersi la vita e che lavorano 365 giorni l’anno 7 giorni su 7. Sapete anche che l’importante per i newyorkesi is BEING PART OF THE COMMUNITY, se non ne fai parte sei NERD. Poi, sostanzialmente poco interessa se il tuo vicino ti odia, ma ti sorride ipocritamente e ti porta dolcetti solo per sentirsi parte del gruppo….in che razza di mondo vivete? Io preferisco un vicino che dice di odiarmi a un falso amico che sorride davanti e poi mi pugnala alle spalle! Non so cosa pensiate voi, ma io credo che qui a volte rasentino la follia pura. PURITAN EDUCATION: questa è la spiegazione che mi sono data. Non è colpa loro, è colpa dell l’educazione vittoriana che ricevono. Ahimé, non sono l’unica a pensarla in questo modo. Tutto le amiche aupair europee condividono la mia opinione e vivono simili situazioni con le loro host families. Saremo noi le sbagliate o loro gli stravanganti?

Ho avuto la conferma a queste mie idee un paio di giorni fa, quando la mia host mum ha tentato di spronare la figlia a correggere i suoi compiti dicendole: ” Gio, sei una bambina fortunata tu. Hai due genitori interessati al tuo futuro e ala tua educazione. Vuoi per caso finire a lavorare in un negozio il resto della tua vita facendo POCHI SOLDI e rimanendo POVERA e infelice?” Sì, sì avete proprio capito bene. Cioè la sua morale è: studiare per diventare ricca e non lavorare in un negozio. Ok, passi che tutti vogliamo vivere una vita agiata e non vivere di stenti, ma vi pare il giusto modo di educare un figlio? Per non parlare poi del fatto che sia assolutamente vietato guardare la tv, ascoltare musica dai testi espliciti, parlare di sesso, droga, armi, violenza, ma si possa poi sorvolare su alcuni comportamenti della ragazzine che sono  assolutamente fuori da ogni mia possibile comprensione come crisi isteriche, urla spropositate, totale maleducazione e mancanza di rispetto nei confronti degli adulti (come la sottoscritta), furtarelli nei negozi….”Sono sicura che non lo ha fatto apposta!”, “Magari andremo dallo psicologo”. Sì come no, andiamo dall’esorcista no?! La ragazzina ha bisogno di due schiaffi e vere punizioni che funzionano meglio di qualsiasi conversazione o dottore. (Spero di non turbare nessuno di voi con queste mie affermazioni. Parlo di due scappellotti  che non voglio neanche lontanamente paragonare alla violenza domestica a cui molti bambini sono costretti.)

Forse è meglio ricominciare: ” Gio dovresti studiare perchè al mondo ci sono moltissime cose da scoprire e perchè l’istruzione è il miglior modo per essere liberi e felici.” Questo è quello che direi io, povera stupida europea destinata a un futuro da commessa povera…..Ricordiamo che avranno anche molti soldi, ma non sembrano sempre così felici. Sicuro non come coppia. Ovviamente, non sta a me impartire lezioni ai figli degli altri o esprimere giudizi sulla loro vita personale, quindi mi sono dileguata in silenzio lasciandole le sue sciocche convinzioni yankee.

A questo punto, mi auguro che il weekend vada relativamente meglio della settimana appena terminata. Mi attende un test di selezione al college domani ( e vari giri di shopping in solitaria) e la prima giornata di lezione del mio “Niagara Falls: flow of history” on Sunday 9/11. Proprio così, Sunday 9/11. Premetto che non ho alcuna intenzione di andare a Ground Zero. Due i motivi: il primo pratico, cioè mancanza di tempo; il secondo personale, cioè il totale disappunto dinanzi a turisti eccitati che scattano foto all’immenso cratere (ormai quasi interamente ricostruito). Pur sempre di una immensa tomba si tratta. Non servono foto da mostrare agli amici per ricordarsi di ciò che è accaduto Martedì 9/11/2001.

Annunci

VECCHIE EMOZIONI

CARI AMICI,

DOPO QUATTRO MESI DI PERMANENZA NEGLI STATI UNITI, RIPROPONGO UNO DEI MIEI PRIMI AND  “FULL OF EMOTIONS” POSTS MADE IN USA. OVVIAMENTE LE EMOZIONI CHE PROVO OGGI ANDANDO NON CITTA’ SONO COMPLETAMENTE DIVERSE E INIZIO A SENTIRMI MENO TURISTA E POSSO CORRERE DA UPTOWN A DOWNTOWN SENZA BISOGNO DI UNA MAPPA….WELL DONE!

Rieccomi! Vi sono mancata? Mi sento un po’ stupida in questo momento. Scrivo commenti pensando a voi che in realtà in ve la state bellamente dormendo mentre io sono qui nella mia stanzetta di Polly Pocket sola soletta e scrivo stupidaggini su di una pagina bianca. In fondo, in questi giorni, ho pensato spesso che è strana la vita e che tutto succede per un preciso motivo….anche il decidere di lasciare le tue sicurezze per andare alla ricerca di non so ancora bene cosa. Credo proprio che questo diventerà  lo scopo del blog: scoprire cosa sto cercando e decidere dove sto andando. Spero mi aiuterete a fare ciò.

Di solito è sempre bene inziare dall’origine, quindi: venerdì è stata la solita giornata lavorativa. La madre di Wilton mi ha chiesto di portare il piccolo alla biblioteca e io l’ho fatto, peccato che abbia urlato per più di mezz’ora portandomi alla pazzia!! Il rientro è stato anche più traumatico: risistemare la stanza dei bambini, insieme ai bambini, e poi “chiacchierata” con host mum. What does she mean for “chicchierata”? Oddio, mi viene l’ansia….chissà cosa mi dovrà dire….magari mi odiano….magari si è accorta che a volte ingoro Wilton quando urla o che ho mangiato i cookies che c’erano in dispensa….. Beh, dopo due ore di ansia, Jana mi offre un bicchiere di vino (Evvai!!!) e mi domanda come credo sia andata la settimana. Cosa?!!?! Tutto qui? Lei vuole sapere da me come è andata la settimana! Oh God, thank you! Mi rilasso, mi slappo il vino e termino la serata guardando con Gio e la mamma un film su Disney channel. Patetica!

Sabato mattina inizia col botto. Sì, di Wilton che cade sul pavimento vicino alla mia camera e del cellulare che suona! Bene! Mi preparo per uscire e alle 11 raggiungo una ragazza italiana, Lisa, a Ossining cittadina  a metà strada tra le nostre due case. Bellissima biblioteca, ma pessimi cittadini. Ma dove le trovano le comparse in queste città? In un film dell’orrore?! La persona più carina che troviamo in giro è un tizio sporco marcio, puzzolente, con la classica camicia a quadri da boscaiolo canadese e una motosega in mano che vaga liberamente nel parco cittadino e sembra pure sbronzo. Conclusione: cambiamo città. Destinazione: Tarrytown. Questo sì che è un posto figo! Piccole casettine di legno, bei giardinetti, negozietti, ristorantini e gente almeno decente. Sì, vanno in giro con le ciabatte da piscina e io non posso concepirlo, però tutto sommato sembrano americani nella media. Beviamo un caffè, chiacchieriamo, prendiamo FINALEMENTE il primo caldo sole e poi che succede? Mi ritrovo sulla macchina una bella multa, di dimensioni giganti chiaramente. Come è possibile? In fondo il parcheggio lo avevamo pagato (in quelle macchinete da film che hanno sui lati delel strade). Infatti, la multa risale alla spettrale Ossining. A quanto pare ho posteggiato dove era richiesto un TAG che apparentemente noi non possediamo….eh va beh, paghiamo pure questa. La cosa più divertente è che dovrò comparire davanti al giudice di pace e dichiarare la mia colpevolezza. Oh GOD, ma parlerà italiano? La mia host mum sostiene che è bene fare gli gnorri, dire che sono straniera, che non capisco e che in questo modo potrebbero annullarmela….SPEREM!

Domenica: NYC i’m coming! Eccitazione mattutina. L’idea di fare il viaggio sola fino alla grande mela, scendere dal treno sola, camminare sola per le strade di Manhattan, un po’ mi spaventava. In fondo questa è la città di LAW AND ORDER, CSI NY, Di NY POLICE DEPARTEMENT…qualcuno deve sempre morire!!!!! Alla fine, però, mi sono detta: che ci sono venuta a fare fin qui se non imparo a crescere e ad affronatare le mie paure? 

Allora si parte! Bellissimo viaggio lungo il fiume Hudson ed eccola: grande, bellissima, spaventosa… The Big Apple. Mi sta aspettando e io non so che cosa dire e non so dove andare! Tachicardia. Grand central station è una Grand central station: negozi, ristoranti, gente che va, viene e non si ferma mai. Seguo l’onda e mi ritrovo fortunatamente sulla 42nd street che è quella che porta a Times square. Pelle d’oca: gelo e vento freddo alla fine di Maggio.  Ok, Silvia no problem now you’re here so walk fast and warm yourself. Cammino, cammino, cammino e finalmente arrivo in Piazza. Centinaia di migliaia di persone ammassate. Gente ovunque che parla, ride, beve, mangia, scherza, scatta foto, legge guide turistiche…..WoW! Il centro del mondo è davanti a te e l’unica cosa che puoi fare è ridere e scattare una foto! ( spero di mostarvi qualcosa con la mia nuova digitale che già nn funziona più).  Mi addentro per la 42nd e raggiungo Sofia, la mia amica spagnola. Finalmente una faccia nota e poco dopo ci raggiunge Maya l’aupair della thailandia che vive vicino a casa mia. Piani per la giornata: NESSUNO! Camminiamo avanti e indietro, attraversiamo Bryant park e mangiamo un mega hot dog costosissimo in Sixth avenue….camminiamo ancora e ancora e ancora. Finalmente qualcuno si ricorda che Yukie, la ragazze giapponese, ci attende alla stazione: dove è la stazione? We got lost. Ma Terru tuttofare ha la sua waterproof map a disposizione e dopo 45 minuti porta tutti a Grand Central. Yukie è viva e sorride verso di noi. WELL DONE!!! Segue una veloce capatina alle United Nations e poi una rimpatriata con la  Host family di Sofia al ristorante “Jekyll e Hyde”: un posto fighissimo. Sembra di essere in un ristorante di Gardaland. Quattro piani allestiti a casa dello scienziato; spettacoli e camerieri vestiti come personaggi del racconto. I bambini si scompisciano dal ridere e noi scrocchiamo la cena ai gentili amici di Long Island, anche se non era questa l’intenzione iniziale. Hanno così insistito, quindi non è colpa nostra! Lasciamo Sofia che viene inghiottita dalla folla e ci dirigiamo al Plaza Hotel di “Mamma ho perso l’aereo”. Veloce foto alle carrozze di Central Park. Capatina all’Apple store e poi metro fino alla stazione. Ore 21.00: treno strabordante. I can’t believe it, they never sleep!

Insomma un weekend intenso. Sono stanca morta, ma ho voluto assolutamente tenervi aggiornati in tempo reale per cercare di non tralasciare nulla e per cercare di emozionarmi e di trasmettervi parte di questa emozione. Non sono una scrittrice quindi perdonatemi il tentativo. BUONA NOTTE AMICI!

P.S. Lo dico tanto per dovere di cronaca e per non diffondere allarmisi. Manhattna è il psoto più sicuro al mondo. Salvo pazzi integralisti ed esaltati, qui non ti pyò succedere nulla. TOLLERANZA ZERO è la parola d’ordine e a ogni angolo si possono trovare polizzioti gentili pronti ad aiutare chiunque, anche il barbone con la motosega. So, don’t worry!

Hurricane Irene

Acqua, cibo in scatola, ghiaccio, batterie, pile, benzina, scorta di candele….Quando il mio host dad ha appeso questa lista alla bacheca in cucina, ho capito che era il caso di  iniziare a preoccuparsi seriamente per l’arrivo di Irene.

Università e uffici pubblici chiusi, linea del treno sospese, centinaia di migliaia di evacuati, gente impazzita alla ricerca di hardware e provviste. Annunci deliranti alla televisione: nascondetevi il prima possibile. Se avete una saferoom (?!?!!?!? DOVE E’ LA NOSTRA SAFEROOM?) passateci la notte. Non uscite di casa per nessuna ragione e tenete a portata di mano cellulari carichi e numeri di emergenza. Probabile blackout ed esondazione dell’Hudson. Persino la Farnesina è riuscita a rintracciarmi con una lista infinita di numeri da chiamare in caso di disastro ( dieci minuti dopo: a causa di problemi tecnici la linea è bloccata. Vi consigliamo di contattare l’ambasciata più vicina o tentare a questo numero….Sempre utili!).

Il Sabato è iniziato quindi nel migliore dei modi: grandi preparativi per la SOPRAVVIVENZA post uragano e post inondazione: cucinare tutto il cibo surgelato, riempire tre barili d’acqua, fare scorta di benzina, posteggiare le auto nella direzione di fuga e il più possibile lontane dagli alberi (Il che vivendo nel bosco è abbastanza difficile), spostare tutti i vestiti, scarpe, oggetti di valore e libri sugli scaffali più alti della libreria o sui ripiani più alti del mio closet, il quale è stato accuratamente sigillato con lo scotch. Irene potrà pure lasciarmi senza cibo, ma PER NESSUNA RAGIONE senza pantaloni. Un pomeriggio di stress montato a dovere dai servizi televisivi: Irene sta arrivando a New York; Irene ha preso forza; Irene ha fatto i primi morti; Lower Manhattan evacuata; migliaia di persone senza corrente….una esclation di notizie angoscianti che mi hanno impedito di pensare ad altro.

Non ho potuto però evitare di farmi qualche risata seguendo i servizi “in diretta dall’uragano” di CNN e FOX NEWS. La più comica delle scene comiche alla scary movie: giornaliste in tailleur e tacchi a spillo, perfette in ogni dettaglio che, con un sorriso hollywoodiano, invitano i newyorkesi ad attenersi ai piani di evacuazione e a non uscire di casa PER NESSUNISSIMA RAGIONE. Tutto questo nel bel mezzo del ciclone circondate da mucche e trattori volanti. In fondo, they’re American, they’re always over the top and the show MUST go on.

Un Sabato notte insonne. Sola e al buio nella mia stanzetta in attesa dell’arrivo dell’uragano. Per evitare di farmi cogliere impreparata, sono andata a letto vestita e ho tenuto cellulare e pila in mano tutta la notte. Ore 5 AM: scintille dai tralicci dell’alta tensione e linea del telefono in tilt. Il cane impazzito mentre fuori imperversava un vento mai visto prima e una pioggia da diluvio universale. Dopo qualche ora sembrava che il peggio fosse fortunatamente passato…. Host dad: ” Well, that’s it. Not so bad. We can open your closet now!” E no, amico, aspettiamo che esca il sole e solo poi potremo liberare i miei preziosi oggetti.

Per fortuna Terru ha sempre ragione e nelle successive 10 ore il vento mi ha dato parecchio filo da torcere, soprattutto quando la famiglia felice ha deciso di uscire di casa nel bel mezzo della tempesta, perchè stressati dai bambini urlanti. Dopo 3 ore ero ancora a casa da sola ed ero sul punto di chiamare la guardia nazionale.

Finalmente verso sera il sole è spuntato e la linea del telefono ha dato segni di vita. “Bene, sembra che Irene ci abbia davvero graziati. Ora possiamo dedicarci a risistemare tutto e a mangiare tutto quel cibo stipato nel frigorifero.” Dieci secondi dopo: BLACKOUT! Non ci potevo credere. Sopravviviamo alla peggiore storm (perchè alla fine è stata una tempesta) degli ultimi anni e rimaniamo senza corrente quando ormai sta uscendo il sole?!?!? Quando si dice la sfiga….

Avete la minima idea di cosa significa vivere in una casa senza corrente? Un incubo.  E’ esattamente come vivere in una comunità di Amish, con la sola differenza che almeno loro ci nascono senza corrente e sono adeguatamente equipaggiati. Dopo una notte passata a lume di candela (pericolosamente direi….visto di Wiltonator era decisamente attratto dal fuoco e viviamo in una casa di legno), siamo stati costretti a una lunga attesa per la colazione davanti alla DINER di Croton. Decine di persone senza elettricità avevano evidentemente avuto la nostra stessa idea. E proprio davanti ai French toast con bacon più buoni della storia, abbiamo avuto un’illuminazione: perchè non tornare negli Hamptons a casa di nonna Gaga? Lei ha la corrente, una doccia, il frigo pieno e volendo anche due bottiglioni di vodka da spartirci per far passare lo stress.

Detto. Fatto. Dopo 4 ore di traffico raggiungiamo Southampton e possiamo finalmente farci una doccia e why not, svaccarci sulla spiaggia…o quel che ne rimane visto che Irene sembra essersela portata via tutta.

Insomma, un weekend che non dimenticherò facilmente. Una nuova esperienza che spero di non vivere più, preceduta tra l’altro dal più insolito terremoto della storia di New York. “Wilton smettila di dare calci alle gambe del tavolo!!” : questo è stato il mio commento dopo aver visto il tavolo vibrare per diversi secondi. Quando l’idiozia non ha limiti…..

Mi auguro che le prossime settimane non abbiano in serbo altre nuove emozionanti avventure. Vorrei vivere una vita monotona e non essere protagonista di un nuovo avvincente disaster movie!

http://www.corriere.it/italians/11_Agosto_30/Usa-i-misteri-dell-uragano-Irene_ded2825e-d2c7-11e0-874f-4dd2e67056a6.shtml Consiglio questo post del blog ITALIANS a chi ha nostalgia della Guerra fredda e vuole diventare un agente segreto.

Spero di ritornare presto da vi con qualche divertente racconto newyorkese.

Bentornati amici!! Come previsto Agosto sta terminando e ora potrò finalmente gustare i racconti delle vostre incredibili avventure (Benji primo fra tutti. Silvy dove sei sparita?). Nell’attesa, ho deciso di fare la turista a New York e godermi le ultime ore di una città deserta.

La nostalgia di casa mi spinge fino a Little Italy o quel poco che ne resta: Mulberry Street. Intorno a noi solo CINESI! Cinesini dappertutto….una puzza di pesce incredibile, prodotti tarocchi a ogni angolo di strada, strane cinesi disposte a farci economici “massaggi shiatsu”, ragazzini desiderosi di vendermi  orologi italiani di dubbia provenienza, polli alla salsa agrodolde appesi nelle vetrine dei ristoranti…una piccola TAIWAN a NYC.

Con una certa tristezza ho anche dovuto constatare che quello che una volta era il regno degli italiani a New York non esiste più. Ora ci vivono stipati 250.000 cinesi….credo una delle comunità più grandi al mondo dopo quella di San Francisco e, ahimè, il luogo ha perso il suo fascino….niente profumo di salsa e nessun gangster davanti ai nightclubs. Questi sono immagini di 30 anni fa che si possono ormai vedere solo nei film di Scorsese.

Mulberry Street è un agglomerato di ristoranti pacchiani che cercano di accaparrarsi turisti a suon di sconti inesistenti. Il migliore è stato un ragazzotto che ha cercato di farci sedere millantando deliziosa pasta all’uovo fatta in casa e le lasagne più buone al mondo. ” Homemade pasta girls, homemade pasta!” “tutto italiano, tutto italiano” “Ehy bella come here where you can eat the best Italian food in world! We are Italian 100%”. Alla risposta: “Anche io”, l’espressione del suo viso è passata da un sorriso napoletano alla “mo’ le frego io ‘ste sfigate” a “Cacchio ‘mo adesso a questa che le faccio mangiare?”. Ho comunque ceduto al fascino kitch del luogo e mi sono concessa una pizza “Buitoni” vegetariana e due caffè espresso. Questi ultimi mi hanno risollevato l’entusiasmo.

In più, visto che il Sabato di solito si fa serata (se non si deve lavorare la notte come me…e lascio a Zaniboni il commento) abbiamo deciso di anticipare il divertimento e concederci dei cocktails pre-pranzo al Pier 17 proprio sotto il ponte di Brooklyn, prima di iniziare il lungo cammino da Manhattan verso Brooklyn…. peccato poi non esserci riuscite! I 40 gradi all’ombra e le patatine con chaddar cheese ce lo hanno impedito. Abbiamo raggiunto la metà del ponte nella vana speranza di trovarci qualche bel divo hollywoodiano ad aspettarci, ma abbiamo fallito anche il questo: l’unico uomo in attesa era il bibitaro da 2 dollari a bottiglietta.

Non contente abbiamo anche deciso di risalire Manhattan a piedi lungo la Broadway, passando per Union Square e terminado la nostra giornata a Times Square SO PACKED that it was impossible to walk. Una puzza di ascelle e un appiccicaticcio poco gradevole….Insomma, 18.30 l’ora  ideale per chiudersi in un Lounge bar o per salire sul primo treno e rientrare nella ben più tranquilla e monotona Cortlandt Manor. Fuggita verso casa  per  scoprire poi, con mio orrore, che host mum e host dad, pronti per uscire a cena, avevano lasciato tonnellate di oggetti da sistemare e piatti da lavare….THANK YOU HOST PARENTS!!!!!!!

Tell me everything about your holidays and enjoy these last days of summer and freedom!

Back home

realizzo solo in questo momento che sono più di due settimane che non pubblico nulla e immagino che molti di voi abbiano tirato un sospiro di sollievo. “Finalmente ha deciso di non scrivere altre boiate”…..e invece no! eccomi qui di nuovo nel Westchester pronta per vivere nuove emozionanti avventure newyorkesi.

Le vacanze VIP sono terminate nel migliore dei modi. Compleanno con torta cioccolatosa e varie gradite sorprese da parte della mia host mum e dei miei bambini, insieme a una nuova cara amica, Sofia, disposta a viaggiare più di due ore per festeggiare con me e alla nonna Gaga che si è limitata alla limonata. Addobbi, bigliettini, fiori, ciambelle, spiaggia, aperitivo, cena jamaicana e cocktails in veranda. Quello che ci voleva dopo due settimane di casa-mare-casa-mare-casa-mare in solitaria, salvo sporadiche risate con i coinquilini di Gaga….giusto quello che serviva per buttare su un chilo che avevo felicemente perso e rincoglionirmi davanti alla televisione.

Direi che sono pronta per la nuova fase di questa esperienza: due corsi di Inglese, NYC tours, qualche viaggetto e spero un po’ di divertimento da weekend che non guasta mai…..e perchè no, anche qualche nuovo amico.

Direi che in questo momento non mi vengono altre perle di saggezza quindi mi congederei e spero di avre presto qualche nuova avventura di raccontarvi. Nel mentre, aspetto che torniate tutti dalle vacanze e che mi intasiate la posta di racconti INCREDIBLE!!!

BUONE VACANZE!!!

Immagino che ormai siate quasi tutti pronti per andare in vacanza e quindi pochi di voi avranno il tempo e la voglia di leggere le banalità che scrivo sugli Americani, però mi è assolutamente impossibile non raccontarvi il livello di IDIOZIA che possono raggiungere.

Gli Hamptons sono il posto più COOL and POSH lungo la East coast americana. Un agglomerato non solo di miliardari newyorkesi, ma dei miliardari di tutto il mondo…..però questo già lo sapete, quindi nn sto a dilungarmi. Questa volta vorrei raccontarvi quanto sia superficiale e incomprensibile per una persona come me, giovane europea della classe media, la vita di queste persone.

Innanzitutto, i newyorkesi non vanno in vacanza. Loro non vengono negli Hamptons per rilassarsi e godersi l’Oceano, le onde, il sole, la sabbia e l’aragosta. Eh no, questo è quello che ci si aspetterebbe da un vacanziere…..loro fanno vita sociale. Vengono qui per rivedere il loro vicino di casa di Park Avenue in costume da bagno (cosa che effettivamente in centro città gli sarebbe difficile) e fissare appuntementi. Passano la loro intera vacanza a programmare le loro attività: pranzo con il consigliere, tennis con la moglie di Bob l’avvocato, drink con Mrs. Smith, Yoga con le compagne del bridge…..RELAX GUYS, TAKE IT EASY!!!! Gli è totalmente impossibile godersi la vita. Non ne sono capaci, è fuori da ogni loro range mentale. Venire al mare serve loro per mostrare a tutti quanto siano ricchi e quanto siano snob. Le stesse persone che ogni anno da 50 anni vengono qui e mettono in mostra ciò che possiedono che, a mio avviso, è veramente l’unica cosa che possono fare. Molte persone sono frivole: passano le loro giornate a parlare del roseto e dell’erba del loro campo da tennis. L’altra metà parla di quanto sia bella la tal scuola o di quanto sia stato socialmente appagante il tal cocktail party tenuto dalla tal persona. Persone che, dal mio punto di vista, sono SOCIALMENTE e CULTURALMENTE poco interessanti. in fondo sono europei scappati dall’Europa, quindi un motivo ci sarà…..

Il caso ha anche voluto che nonna Gonny, ora soprannominata Nonna GAGA dal piccolo Wilton, sia membro del Beach Club e del Tennis Club e che quindi la sottoscritta debba per sua fortuna o sfortuna, dipende dai punti di vista, passare tutte le sue giornate circondata da queste persone a cui manca affettivamente qualche rotella. Al Beach Club è proibito utilizzare dispositivi elettronici: ieri una gentile signorina, in abito da sera alle 2 del pomeriggio, mi ha pregata di riporre il mio i-pod!!! QUESTA E’ MUSICA AMICA, MUSICA!!! Shake your butt, così magari ti lasci un po’ andare. Oggi invece un dolce ventenne dalla faccia da schiaffi mi ha cacciato dal ristorante (sulla spiaggia davanti alla piscina….vorrei precisarlo) perchè Wilton ed io eravamo entrambi senza maglietta….spiegarle che mi era toccato correre dietro ad un bambino affamato di gelato e, quindi, nn c’era stato il tempo per mettere la maglietta, non è servito a NULLA. Niente cibo per chi non indossa la maglietta al mare, con un costume intero per di più!! Peggio ancora è stato essere osservata da tutti in spiaggia perchè, anzichè utilizzare la seggiolina sfigata per osservare tutti, ho disteso il mio asiugamano proprio in riva al mare e mi sn pure addormentata con ipod nelle orecchie (la spiaggia è di tutti, cazzi al primo che viene a dirmi qualcosa ) e pantaloncini sulla faccia per non ustionarmi.  Mi mancava la borsa termica con l’amatriciana e avrei fatto morire qualcuno. Sicuro la mia host mum dalle risate, visto che neanche a lei queste persone picciono gran che, ma approfitta del fatto che la nonna sia conosciuta da tutti per passare delle belle vacanze e far divertire i figli. Poco male, poi Giovanna e Wilton decideranno chi frequentare quando saranno adulti.

E ricordate: nessun newyorkese parla mai delle sue vacanze. Questo è un MUST. Loro parlano solo di lavoro. Nessuno qui viaggia con la fantasia. Ai newyorkesi serve solo establish good relationship e così  la loro giornata è completa. Soddisfatti al 100%. E’ certo che non sanno come godersi la vita: più sto qui con loro più me ne rendo conto. Avranno tantissimi soldi e quadri di Picasso appesi al muro, ma sono totalmente privi della gioia di vivere che caratterizza gli  italiani. Mi fa riflettere il fatto che molti di loro, persone che hanno vissuto nel Belpaese e conoscono molti italiani, ne sono consapevoli e ne parlano con me come se noi avessimo qualcosa di strano o fossimo dotati di strani poteri paranormali. No amici, semplicemente gli italiani sanno che la vita è una sola e non abbiamo alcuna intenzione di sprecare quello che ci è stato dato.

Quindi, per una volta, posso dire FORTUATELY I’M ITALIAN. THANKS MUM!!!! I difetti e i problemi che abbiamo non ce li toglie nessuno, ma è anche vero che i pregi che ci contraddistinguono sono unici e inimitabili. In fondo tutti parlano male di noi, perchè sotto sotto ci invidiano. Possono fare meglio di noi in diversi campi, ma non potranno mai possedere l’eleganza, la simpatia, la gioia di vivere, il calore che ci caratterizza ( ……molti di noi….adesso nn vorrei esagerare….).

Proprio per questo vi dico, GODETEVELA TUTTA FINO IN FONDO!!!! Sfruttate ogni singolo istante di questa estate e di queste vacanze per mostrare al mondo cosa vuol dire SAPER VIVERE.

Aspetto i racconti delle vostre mirabolanti avventure e , intanto, me ne vado al cinema sola. Il che non è proprio tipicamente italiano…. HAVE FUN!!!

Terru in fattoria

Ho sempre pensato che la campagna e le fattorie facessero abbastanza ribrezzo. O meglio, non fossero proprio il massimo per trascorrere dei fine settimana o delle giornate divertenti tra puzza, sterco, trattori rumorosi e fango. Invece, ho scoperto che in fondo non è così male passare del tempo in fattoria. Ovvio, dipende anche dal tipo di fattoria di cui stiamo parlando e di certo non mi riferisco a quelle cascine malandate della Brianza Nord.

http://www.muscootfarm.org/ Questa è la mia fattoria tipo. Un grande progetto della Contea del Westchster ha riportato in vita una serie di fattorie del XVIII e XIX secolo che sono ora aperte al pubblico e vengono usate anche come Home school o come Campi estivi o after-school. Una cosa fatta seriamente chiaro. Non si tratta solo di stanziamenti di denaro (alla italiana) verso ignoti beneficiari che magari il trattore lo hanno visto solo in formato giocattolo.  Grandi e tipiche fattorie della metà dell’Ottocento con cavalli, maiali, capre, anatre, oche, asini, musei degli utensili e dei mezzi di trasporto, opuscoli informativi, angolo ristoro, panchine nel verde, targhe esplicative. Ci mancava solo la famiglia Amish e il calesse con i cavalli…..Tutto questo a qualche decina di Km da una delle città più grandi al mondo. UNBELIEVABLE!!!!! E ho dimenticato di dirvi che gran parte della Contea fa parte di una immensa Riserva Idrica protetta dove è assolutamente vietato cacciare, costruire e inquinare acqua e suolo. Pena l’arresto e vi posso assicurare che quando dicono ARRESTO non stanno scherzando…..vengono spesso arrestate persone solo perchè  parlano al cellulare mentre guidano. Non oso immaginare cosa fanno a quelli che guidano in stato di ebbrezza. ( A meno che non siano Paris Hilton o Mel Gibson, ma qui apriremmo un lungo capitolo sui difetti degli Americani). Insomma, Terru versione FARM, come non l’avete mai vista. Non indosserò mai gli stivali da mungitrice, sia chiaro, ma almeno posso accettare di trascorrere una mattina col piccolo Wilton e le caprette. Un po’ come Heidi!

Che altro dirvi, amici miei, di questi strani Americani…..Innanzitutto che sono pienamente consapevoli di fare tutto OVER THE TOP (parole uscite dalla loro bocca). Non auto, ma SUV; non tazze, ma MUG; non camion, ma BIG TRUCKS; non cinema, ma MOVIE THEATERS (suona più figo); non grattacieli, ma I GRATTACILEI più grandi del mondo; non strade, ma AVENUES e BOULEVARDS…..Loro non parlano, fanno caciara, quasi più degli Italiani. Loro non si limitano a fare i soldi, loro affondano le economie del mondo intero. Loro non partecipano alle guerre, loro sono la guerra. Loro non vanno in banca per versare i soldi, hanno la DRIVE-BANK!!! Senza scendere dalla macchina! IDIOZIA ALLO STATO PURO.

Hanno addirittura un modo tutto loro di guidare!! La precedenza a destra non esiste. Chi prima arriva, meglio alloggia…cioè passa quello che è arrivato prima. Se arrivi insieme ad un’altra auto….sono affari tuoi. E’ liberamente consentito girare  a destra col semaforo rosso, a meno che non sia espressamente vietato. Non usano le indicazioni stradali. Almeno, non fuori dalla città. Se non sei del luogo e sei pure sprovvisto di mappa e, per caso, ti capita di viaggiare di notte….è facile che all’alba tu possa ritrovarti al punto di partenza o in un altro Stato, dipende dal personale senso dell’orientamento.

Per quanto riguarda la mia vita in famiglia…..inizio a dare un  po’ i numeri. Spero che la scuola cominci presto in modo che i bambini siano impegnati in diverse attività e io possa limitarmi a portarli in giro. La piccola Giovanna is OUT OF CONTROL. Risponde alla madre come se avesse 15 anni. L’anima di un’adoloscente nel corpo di una ragazzina di 8 anni! Dimostrazione che il voler tenere i figli lontani dalla televisione, da internet e dalla musica HIPHOP non è sempre sinonimo di buoni risultati. Tratta gli amici come pezza da piedi e ha pure il coraggio di dire alla madre che io, dopo aver preparato loro la merenda, ho rovinato il suo PLAYDATE perchè ho proposto di giocare in giardino. Ah beh….sarà stata meglio lei che schiavizza le amiche costringendole in casa con 50 gradi per giocare ad AMERICAN DOLL. Fanno pure cagare queste bambole!!! In più, la ragazzina non pulisce, non raccoglie le sue cose, non sparecchia, non sistema il suo letto, non fa una emerita mazza! Si limita a urlare contro ogni membro della famiglia. Risultato: butto le sue cose nel CLOSET come mi capitano. Non ho alcuna intenzione di pulire la sua camera (ci penserà la pobre Diana) e men che meno ho intenzione di farmi screditare e rovinare la vita di una bambina su di giri. Fosse mia figlia le darei due scapellotti fatti bene e la manderei al campo militare invece che al campo estivo Hippie dove coltivano le fragoline. Ho proposto alla madre una tabella delle attività e maggiore rigore…..GUESS WHAT? La mia chart ha avuto successo, ma servirà a ben poco e il rigore è diventato “amore e maggiore attenzione”. Più amore di così si muore! Sweetie, honey, ciccina, piccolina, amorino di mamma…..Dio mio ma nn vedete che la figliola è una piccola pazza? Ovviamente , i figli non sono miei quindi mi limito a fare ciò che decide la madre. In fondo io tra 9 mesi ritorno a casa….loro vivranno  con un’adolescente posseduta.

Vi saluto per ora e spero di sentire qulche altro vostro racconto. Anzi, spero che mi raccontiate tutto delle vostre imminenti vacanze. Io parto tra poco per Southampton….Vedremo come andrà a finire!!!! BUONE VACANZE!