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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

The long way home

E’ sempre difficile dire addio. Due volte nello stesso anno. Due diversi mondi. Stesse forti emozioni.

Fortunatamente questo secondo inizio sarà più facile. Se non altro, so di non essere sola e di essere più forte di prima. Ho ritrovato me stessa. Ho ridato forma ai miei pensieri. Ho deciso cosa voglio essere. Ho perso un po’ di salute fisica, ma ho recuperato quella mentale che, ahimè, era precaria da tempo. Ho fatto pace con me stessa e ho capito cosa conta davvero nella mia vita.

Dire addio ai nuovi amici è stato tanto duro quanto lasciare quelli vecchi. Persone che resteranno per sempre nel mio cuore e si spera saranno anche parte della mia vita futura.

Dopo sette mesi tra uragani, terremoti, malori e malumori, bambini fuori controllo, incidenti stradali, testimonianze giurate e americani esaltati, non potevo farmi mancare un guasto al motore e un volo con 5 incredibili ore di ritardo in compagnia di un herpes di dimesioni da KOLOSSAL….una cosa orrenda mai vista. Così disgostoso che il mio “dolce” fidanzato non è riuscito a guardarmi in faccia lungo il tragitto da Malpensa a casa. “Fai davvero schifo”: questo il commento più carino.

Penso che dedicherò parte della prossima settimana una rilettura degli articoli di questo ultimo anno. Potrò farne un piccolo libro ricordo che, spero, rileggerò con piacere tra qualche anno.

Ho comunque intenzione di continuare a scrivere, magari tenere un resoconto dei miei prossimi viaggi, sperando che ci sia sempre qualcuno interessato ai miei noiosi e lunghi racconti.

Vi ringrazio per avermi tenuto compagnia nel corso di questa avventura e spero di avervi rubato un sorriso ogni tanto.

A presto my dear friends. Good Luck and MERRY CHRISTMAS!

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Thanksgiving trip USA

“Ti sembra questa l’ora di arrivare?”: Michele e Silvia dopo 7 mesi di lontananza. L’ennesima dimostrazione che gli uomini romantici e le scene strappalacrime esistono solo nei romandi di Jane Austen. 

Dopo una lunga notte passata su un pullman impazzito, finalmente raggiungiamo WASHINGTON D.C. e possiamo iniziare a goderci our Thanksgiving trip.  La mattina del 22 Novembre, il cielo azzurro e il tiepido sole da global warming della settimana precendente, sembravano improvvisamente scomparsi come parte di un sogno meraviglioso. Una pioggia e un vento che non avevo ancora avuto il piacere di assaporare….UNA SFIGA COLOSSALE!! “Tanto smetterà presto. Beviamoci un caffè e aspettiamo”: fu così che bevvero 20 caramel macchiato prima di decidersi ad affrontare le intemperie come dei veri Marines. Soaking wet raggiungiamo la White House, il Campidoglio e il National Mall con i suoi innumerevoli musei. Noi abbiamo scelto il NATIONAL MUSEUM OF AMERICAN HISTORY che ci è parso decisamente più invitante del solito museo di Scienze Naturali pieno di inquientanti gatti impagliati dagli occhi di vetro. STORIA: una grossa parola che gli Americani dovrebbero usare con moderazione. Una gigante croce rossa sulla foto di Bin Laden è parte integrante della collezione: cimeli di guerra, cimeli di guerra, cimeli di guerra,  la cucina di Julia Child, cimeli di guerra, l’evoluzione del consumismo, mezzi di trasporto nell’america degli anni ’50 e ’60 e, infine, cimeli di guerra. Considerando che l’ammission è free direi che vale la pena farci un salto, se no altro per fare qualche foto alla Grease e crogiolarsi nella consapevolezza di possedere qualcosa che gli Americani non hanno: un passato.   Il miglior hamburger old style degli ultimi sette mesi: Ollie’s Trolley. American Bar alla Happy Days…peccato che io condividesi il mio panino con Ricky Cunningham e non con Fonzie. “Where the hell is FONZIE???” La pioggia tropicale ci ha perseguitati anche Mercoledì mentre cercavano di goderci la solennità e la tranquillità del Lincoln Memorial, del Jefferson Memorial (deserto….povero Jefferson) e dell’immenso parco memoriale dedicato alla pace (?!?!?!!?), alla libertà (Martin Luther King verisone colossal) e al ricordo (dei caduti in guerra. Ipocriti.)  La scena migliore: Michele che,  in versione gipsy sotto la pioggia, trascina un borsone-valigia blu elettrico per chilometri….imprecando. Risate e insulti per lui. Nemmeno mio nonno a inizio secolo avrebbe osato tanto. Per fortuna niente più quarantena a Ellis Island.

Thanksgiving day a Philadelphia con una parata in grande stile sotto un sole meraviglioso. Un immenso Carnevale in versione USA per ringraziare i nativi di aver salvato la vita ai first settlers, prima che questi iniziassero a massacrarli per stabilirsi nelle loro terre. Una storia che per gli Americani non cambia mai.  La città del brotherly love merita una visita di qualche giorno, se non altro per godersi la meravigliosa collezione Impressionista al Museum of Art che si trova esattamente in cima alla famosa scalinata di Rocky (dove qualche esaltato ripropone le scene del film per raccimolare qualche soldo), il quartire antico della città dei Quaccheri con la sua LIberty bell e farsi un giro di shopping in centro circondati da grattacieli da fare invidia a NY. E’ bene guardarsi sempre intorno per non lasciarsi sfuggire i bellissimi murales che decorano i muri delle palazzine. Una menzione speciale in questa pagina va a Silvia e Filippo che ci hanno gentilmente accolti nella loro casa per una cena del Ringraziamento in versione italiana seguita da limoncello digestivo. Una goduria!!

Concludere la vacanza con una due giorni di maratona turistica a NY ci ha portati all’esaurimento e ha dato il colpo di grazia alle mie Converse rosa versione barbona. Ostello sulla 103rd street con stanza condivisa: 6 brasialiane oche e un amico gay ballerino di salsa. Il venerdì sera è stato dedicato ad una cena con Domenico e amici all’Hard rock Cafè ( Michele: “No, no basta panini giganti. Stasera due tapas spagnole.” Antipasto, mega panino, quattro coche e dolce.).  Sabato da turisti: giro a Central Park (16 gradi), 5th avenue, Bryant Park, meeting con Sofia a Penn Station, Pizza, camminata downtown, aperitivo al Pier del Ponte di Brooklyn e noodles a Chinatown. Ancora non li ho digeriti!  Ritorno romantico (ogni tanto) con passeggiata sul ponte di Brooklyn illuminato a giorno: la migliore vista dello skyline di Manhattan. Assolutamente imperdibile.

Totalmente a pezzi e con un paio di scarpe in meno, abbiamo deciso di concludere la nostra gita nel primo pomeriggio della Domenica. Direzione: Westchester- Cortlandt Manor.

Michele al primo giorno di convivenza “forzata” con i Phipps pargoli: ” Non capisco come hai fatto a vivere in questo posto per sette mesi” “Quando chiudete il bambino nello sgabuzzino?” ” Voglio tornare a casa domani” e in conclusione: “Non farò mai figli!”. Come demoralizzare un fidanzato in ventiquattro ore.

Che altro dire cari lettori e aficionados, l’esperienza è ormai giunta al termine e inizio a percepire una sensazione di agrodolce. Una amargura in bocca che probabilmente diventeranno lacrime. Ultimi dieci giorni di vita a stelle strisce e ultimo sbaato sera a NY! Speriamo non l’ultimo della mia vita!

See you soon guys! 

La vostra Terru Grinch

 

 

 

 

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NYC marathon and MOMA

Dopo la terribile nevicata dello scorso weekend, finalmente questo primo fine settimana novembrino è illuminato da un sole splendente e da una temperatura piacevole. Sooooooo nice! La neve è scomparsa velocemente lasciando però molte persone sfortunate ( per fortuna non noi! Una volta nella vita una botta di fortuna) senza corrente elettrica per diversi giorni, cosicché la nostra casa è stata usata come rifugio per smoccolosi e infreddoliti marmocchi urlanti. A DISASTER! POOR TERRU!

And then, Thank God, here comes the weekend e Silvia se la può spassare un po’…….prevede un Sabato di grande divertimento che si trasforma in un Sabato di lezione e poi incredibile mal di schiena che la costringe a letto a guardare PERSEPOLIS!!! Grand bel film, ma assolutamente poco adatto a un Sabato sera “depresso”. It SUCKS!

“Per nulla al mondo rinuncerò alla mia Domenica  a Manhattan! A costo di andarci in sella a una renna o seduta su di un triciclo per anziani. Proprio no, questo weekend mi merito un po’ di svago e una bella chiacchierata con le amiche.”

Detto, fatto. Sveglia tarda, caffp strong, pillolina antidolore e passaggio in macchina fino all’Upper west side. Here we’re Manhattan!!!! Pronte per goderci il parco, la maratona e il museo. Un trio: Sofia, Barbora e Terru.

Fu così che le nostre eroine finirono a fare shopping bevendo Pumpkin latte tra Penn Station e la 5th Avenue e una volta giunte dinanzi alla folla impazzita della maratona, decisero di tagliare per la quinta verso la 53rd per dedicare qualche ora al MUSEUM OF MODERN ART- MOMA.

Premettendo che non siamo esperte d’arte, direi che il museo vale una visitina, solo perchè l’edificio è magnifico e il quarto piano ha in esposizione opere incredibiliu: Picasso, Warhol, Seraut, Van Gogh, Gauguin…. Le altre collezioni in mostra sono tutte esclusivamente di arte contemporanea, architettura e design. Cose difficili da comprendere se non sei un appassionato o non hai possibilità di approfondirne il significato con l’artista stesso. 25 dollari per visitatori normali  e 14 se siete studenti. A mio avviso, se siete turisti dal tempo limitato e poco esperti di arte contemporanea, evitate questo museo e concentratevi su altre collezioni come quelle del MET, la Frick collection o il National Academy Museum. Nulla posso ancora dire riguardo al Guggenheim che è sulla mia lista per la prossima settimana.

Pizza decisamente mangiabile da SBARRO seguito da Pumpkin bread (pane di zucca- o meglio, dolcetto di zucca) da Starbucks in Times Square, shopping again in Bryant Park ai mercatini di Natale e  rientro in tarda serata in compagnia dalla simpatica Barbora che dire psicolabile è dire poco. In fondo, se non sono matti, non li vogliamo! E tra di voi c’è sicuramente qualcuno che sa di essere nato sbagliato. Io ne sono consapevole.

Vi preannuncio che domani mi attende nel BRONX una cena a casa di Nonna Gigi. Una amica della mia host mum….una sciura mai vista che insiste nel volermi conoscere e che credo incarni lo spirito italo-americano all’ennesima potenza. Ci sarà da ridere.

Buona settimana e buon Novembre a tutti!

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Halloween è sempre più vicino e per festeggiarlo al meglio il tempo ci ha fatto un trick: NEVE!! Sì proprio così, neve in Ottobre. Una cosa mai vista prima. Inusuale anche per chi, come la mia amica Barbora, viene dalla Repubblica Ceca….e loro di neve se ne intendono.

Tutto ha avuto inizio con una pioggerellina ghiacciata che prometteva un difficile, ma pur sempre autunnale, pomeriggio di lezione al Westchester College. Nessuno si sarebbe aspettato una  tale bufera. Pioggia ghiacciata misto neve che si è improvvisamente trasformata in grossi, GIGANTI, fiocchi che hanno ben attecchito sull’asfalto.

Il rosso, l’arancione, il giallo e il bel tepore del sole autunnale che, la scorsa settimana, avevano allietato la mia solitaria Domenica a Central Park, sono improvvisamente scomparsi. Un bianco manto nevoso ricopre ogni cosa e cancella quello che restava dell’estate.

Decisamente triste. Una giornata che diventerà anche peggiore quando perderemo l’elettricità e sarò costretta a passare le ore osservando il nulla. Impossibile uscire di casa: un albero caduto davanti al cancello e strade totalmente impraticabili. In più presto sarà buio e sapete già tutti che le strade americane NON sono famose per la loro ottima illuminazione.

Halloween parties annullati. Piani per una piacevole Domenica tra amiche a Sleepy Hollow (Horseman’s Hollow http://www.hudsonvalley.org/events/horsemans-hollow)  in sospeso….Che ne sarà di noi?

Io so che ne sarà della mia vita nelle prossime settimane: godere fino in fondo delle ultime giornate  newyorkesi prima del viaggio on the road in compagnia di Michele e del mio possibile rientro a Milano.

Ebbene sì, l’entusiasta aupair alla ricerca di se stessa ha riflettutto a lungo e ha concluso che questa vita a stelle e strisce non fa per lei ( Egoisti e superficiali Americani…primo fra tutti il suo host Dad: ” Ho preparato solo due hamburger. Non pensavo volessi mangiare”) . Forse vuole di più…. forse ripartirà per una nuova avventura….forse ha trovato quello che cercava…..E poi, “Domani è Domenica e forse, forse nevica”!! Concludo con questa citazione di Vasco che calza a pennello.

Alla prossima settimana! I MISS U SO MUCH.

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Intravedere le Alpi dopo 7 lunghe ore di viaggio mi ha provocato emozioni che mai avevo provato rientrando da un viaggio all’estero: gioia, eccitazione, meraviglia e un pizzico di vergogna. E’ stato come tornare dall’amante tradita, implorandone il perdono. Come ho potuto pensare che il nuovo mondo e i suoi  new settlers avrebbero potuto, anche solo lontanamente , competere con l’Europa del mio cuor? (canticchiando)

Sull’aereo ho potuto  riflettere sulle parole di  quei famosi poeti (Goethe, Stendhal, Lee, Coryat, Gibbon…..), così profondamente attratti della mia terra, da averla ritratta sublimemente in versi immortali e ho finalmente capito che non si è mai trattato di semplice fascinazione romantica o interesse per l’esoticismo, ma di vero e sincero innamoramento. La bella terra d’Italia. Odiata da tutti perchè invidiata dal mondo. Viaggiatori adulanti consapevoli del fatto che potranno godere di cotanta bellezza solo per un tempo limitato nella loro vita…… ah Italia piezz’ é core.

La mia disperata ricerca della felicità è miseramente fallita.  Ho cercato di migliorare la mia vita volando volontariamente oltreoceano, per poi scoprire quanto la mia famiglia, il mio fidanzato e i miei vecchi amici fossero la mia fonte di stabilità emotiva e mentale. In questo momento molti di voi penseranno che il jetlag e la pizza al pesto mi abbiano dato alla testa….e invece no, sono serissima. Scopri di amare quello che avevi, solo quando lo hai perso….è sepre così no? Siamo irrimediabilmente infelici….sempre alla spasmodica ricerca di quel qualcosa in più che non esiste.

Approfitterei di questo angolo personale per ringraziare tutti coloro che mi hanno supportato quando decisi di partire e che mi hanno aiutato a ritrovare me stessa quando avevo smarrito la mia strada. Ringrazio la mia famglia per essere sempre pronta ad aiutarmi, ringrazio Michele per avermi aspettato e ringrazio gli amici di sempre per non avermi mai abbandonata. 

Il rientro newyorkese in solitaria è stato duro. Lo shock culturale è difficile da gestire anche se ormai quasi totalmente assimilato. Questi 5 mesi di isolamento sono stai importanti per capire chi sono, cosa voglio essere e conta veramente  nella mia vita. Il confronto/scontro culturale è servito per tornare ad apprezzare la mia terra e capire che non bisogna mai lasciarsi andare.  Una cara amica mi ha suggerito di fare tesoro di tutte queste esperienze per tornare a vivere consapevole di quello che sono e di quello che voglio ottenere. La morale: ricordare quanto valiamo.

Dopo questa parentesi emotiva che non mi fa grande onore, direi che è il caso di tornare sul ring. Wilton e Giovanna mi aspettano. Gli USA hanno ancora molto da offrirmi. Spero continuerete a seguirmi, ma soprattutto spero di rivedervi presto.

Buon inizio d’autunno!

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Niagara Falls- Canada

Due italiane e una francese viaggiano verso il Canada su di un pullman pieno di tedesche……

Nonostante questo possa sembrare l’inizio di una barzelletta, posso assicurarvi che non lo è.  Si tratta  del triste inizio del nostro lungo viaggio verso le cascate del Niagara venerdì 30 Settembre 2011. 8 ore in compagnia di mummie con un evidente problema col parrucchiere. “Ruge velvet” è un ottimo colore per le labbra di Kate Moss non per i capelli di ariane di campagna. Per non parlare poi dei loro evidenti problemi in fatto di gusti cinematografici: “Anastasia” andava bene quando avevo 12 anni, non un quarto di secolo dopo….è anche vero che, vista la giovane età di molte mie travelmates, io avrei potuto benissimo fare la parte della gradma.

Fortunatamente non ho dovuto condividere la stanza con nessuna algida tedesca e le mie compagne di viaggio, Amandine (la francese) e Lisa (l’italiana), mi hanno aiutata a dimenticare le difficili settimane trascorse con un mucchio di grosse grasse risate…..talmente fuori dal comune che le vicine di stanza hanno bussato alla nostra porta perchè inorridite da tanto divertimento. Evidentemente in Germania è vietato svagarsi. Potrebbero diventare simpatici.

Il lato canadese delle cascate è un immenso parco giochi. Un misto tra Disneyland e Las Vegas a ridosso di  un imponente e, a tratti, terrificante spettacolo della natura. Haunted house, Ghost house, mving theatre, Imax movie theatre, panoramic wheel, casinos, water parks, karaokes, reastaurants, pubs and souvernis shops. Costosissime attrazioni particolarmente apprezzate dagli americani. Personalmente, ho trovato il tutto abbastanza eccessivo e  mi sono concentrata sulle cascate. La nostra tour leader ci ha consigliato il viaggio verso le cascate a bordo della “Maid of the Mist”. 16 dollari per un breve viaggio in prossimità delle rapide protetti da un impermeabile da Grande Puffo…. Interessante, ma niente di straordinario. Vi consiglierei, invece,  di risparmiare qualche dollaro e vivere il brivido dell’acqua scendendo nella “Cave of the winds” dal lato americano (forse l’unica attrazione del lato USA): coperti da un impermeabile giallo da squartatore, è possibile camminare sotto e behind the falls per godersi il brivido del pericolo. Questo mi hanno riferito le amiche che hanno optato per questa esperienza mentre io mi godevo la vista dal ristorante panoramico di Tarrapin point in compagnia di un sandwich al pollo. Per coloro i quali non soffrono di vertigini, è possibile salire in cima alla Skylon Tower per una vista mozzafiato, meglio ancora se dopo il tramonto in modo da godersi lo spettacolo delel cascate illuminate e perchè no, dei fuochi artificiali del venerdì sera. (13 dollari).

Direi che meritano una capatina veloce. A mio avviso, non più di una giornata e assolutamente in compagnia di amici con cui farsi un mucchio di risate. Basta che l’amico non sia di origine barbara perchè potrebbe essere difficile. Riescono ad esaltarsi solo davanti a pub sfigati dove possono ubriacarsi spendendo poco….poveracce!

Sono assolutamente certa che con i miei vecchi amici, fedeli e ottimi compagni di viaggio, questa esperienza alle cascate sarebbe stata meno rilassante ma addirittura più divertente (senza nulla togliere alle mie compagne di isolamento da peste latina).

Un ottimo modo per dire adddio all’estate, in attesa del mio viaggio in Italia per riassaporare il piacere della famiglia e dei veri amici!!! Happy to see me again?

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Harlem and Upper-West side

Ritrovarsi improvvisamente catapultati nella New York degli 80s è un’esperienza unica e possibile solo fuori dai confini della nuova e “ripulita” Manhattan. Dalla stazione Metro North della 125th street potete scegliere di  proseguire verso est per la vicinissima subway( 4/5/6 green) che porta  Downtown attraversando il ricco e noioso Upper-East side, oppure potete imprudentemente, o volontariamente, scegliere di svoltare a destra per venire risucchiati dalla vita, i colori, gli odori di una New York vista sinora solo nei video di Puff Daddy o Tupac. 

Venditori di strada, graffiti, grosse Cadillac dai vetri oscurati, muscolosi drug-dealers agli angoli delle strade, caratteristiche signorine ben disposte seduti dinanzi a palazzine scalcinate, ragazzini urlanti in campi da pallacanestro. HARLEM: quartiere-ghetto della comunità Afro-Americana di New York. Camminando verso Ovest vi renderete conto di essere osservati, non perchè avete qualcosa di strano addosso, ma semplicemente perchè sarete tra i pochi turisti dalla pelle bianca disposti ad oltrepassare il confine nord di Manhattan. Io non ci trovo nulla di strano o di particolarmente preoccupante, anche se ho evitato di trattenermi in zona per cena. Meglio scendere verso l’Upper West side!! Un solo block a separare due opposte realtà: da un lato la ricca, agiata, ipocrita America dei Wasp e dei Jewish businessmen, dall’altro lato l’America povera, ghettizzata e abbandonata a sé stessa dei black people.

Nonostante il degrado di alcune aree del quartiere,vale comunque la pena raggiungere l’Hotel Theresa, eretto nel 1913 quando la 125ma era una zona per soli bianchi diventato poi negli anni ’60 sede  della Organization of Afro-American Unity di Malcolm X, e l’Apollo Theater che intorno agli anni ’30 cominciò a ospitare uomini di spettacolo e great black voices of jazz and blues.

E’ evidente che la celebrata e cosmopolita società americana non è poi così perfetta come molti vogliono farci credere. La separazione razziale è evidente e il disprezzo negli occhi e nelle parole di molti bianchi “europei” è spesso palpabile. E’ possibile considerare gli Stati Uniti una democrazia modello? Hanno mai veramente superato il problema della segregazione razziale?Io ho trovato Harlem stimolante e decisamente più emozionante della piatta e residenziale Park Avenue.

Altrettanto divertente e interessante è stata la passeggiata con Amandine, la mia amica francese, che ci ha portate dall’86th east alla 86th west, attraverso il parco, e poi south lungo la Broadway tagliando tutto l’Upper-West side, che si è rivelato uno dei quartieri più belli della città. Apparentemente un quartiere ebraico particolarmente amanto anche da attori e artisti. Scendendo lungo la Broadway fino a Columbus Circle è anche possibile ingrassare di qualche chilo fermandosi ad assaggiare i dolci fantastici delle sue mille strabilianti pasticcerie e caffetterie (tra le quali anche una delle coffe houses di Sex&theCity). Prezzi modici e qualità assicurata!!! Giuro che io ho mangiato solo una briochina….piccola, piccola!

Da Columbus Circle siamo scese poi fino a Times Square per una cara cena a base di hamburger (dico sempre di evitare Times Square e puntualmente ci finisco. Questa volta ci ho pure speso troppi soldi per la dinner!) prima di raggiungere altre amiche a Penn Station e decidere dove concludere al meglio la serata….magari con un cocktail meritato dopo due settimane di solo lavoro e studio.

Destinazion: Rooftop 230 5th avenue. Club at the top of a building. 20esimo piano e vista sull’Empire State Building. Poco lontano da Grand central dove, ahimè, siamo state costrette a correre in taxi per non perdere il treno della 1. Obbligate a rientrare per dormire qualche ora e prepararci per una nuova domenica di lezione ad Harlem.

Nota negativa della settimana: antipatiche compagne di corso tedesche (90% del gruppo). Totale maleducazione per ragazzine decisamente più giovani di me, e in molti casi anche più disinibite, intolleranti nei confronti di chiunque non parlasse la loro lingua barbara. Incapaci di qualsiasi tipo si saluto o ringraziamento e dall’evidente atteggiamento snob nei miei confronti. “Perchè questa italiana povera del sud parla con noi?” “Come osa dare consigli?” DEPORTIAMOLA! Effettivamente avevano ragione, qualcosa di diverso ce l’ho: sono stata ben educata e fortunatamente non vivo in mezzo alle mucche di Heidi come molte di loro…..come sentirsi the outsider tra bianchi. Spero di non aver offeso nessun lettore germanico o germanista. Nel caso, non me ne vogliate. 

Finalmente un weekend di svago dopo molti weekend di tensione e stress. Non posso nascondere di essere molto felice di rientrare in Europa per le mie vacanze di Ottobre. Strano, ma vero, a Terru manca l’Italia!

Aspettando di rivolare verso casa, preparo la valigia per una veloce trip alle cascate del Niagara! Se non avete mie notizie nelle prossime settimane, chiamata la police, perchè è probabile che io sia finita nelle rapide accidentalmente spinta da qualche buzzurra bionda simpatica tedesca. A presto amici!

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